
18 Mar Larve di Delia: i danni su piantine di Melone, Anguria e Zucchino
La Delia è una mosca di piccole dimensioni che normalmente si riproduce in primavera, quando gli adulti emergono dal suolo e nel giro di pochi giorni ovidepongono. Tuttavia nelle coltivazioni in serra, dove le temperature sono maggiori, è frequente che possa causare danni anche a dicembre e febbraio.
I periodi di maggiore pressione restano marzo-aprile e ottobre. Risulta essere molto dannosa su alcune Baby Leaf, come lo Spinacino, infatti la Delia depone le uova sui semi in germinazione oppure sui residui colturali. Le larve attaccano le giovani piante in fase di germinazione causando gravi danni. Le specie che si possono rinvenire con maggiore probabilità su Spinacino e brassicacee sono D. platura e D. radicum.
Un pericolo nascosto per le giovani piante
Questi ditteri sono molto dannosi anche per le piantine di Cucurbitacee, come Zucchino, Melone e Anguria, in particolare per i trapianti di marzo in coltura protetta. I primi segni sono dati dall’afflosciamento delle foglie, è importante un monitoraggio puntuale perché questi sintomi possono essere confusi con un appassimento dovuto a stress o carenza di acqua disponibile nel terreno. Per una diagnosi certa è necessario scavare e portare alla luce le radici, quindi sezionare il fusticino in prossimità del colletto per trovare al loro interno questa larva bianca o giallastra, lunga 5-6 mm, molto vivace. Le larve, spesso numerose, sono in grado di svuotare il fusto. La piantina collassa rapidamente per l’interruzione del passaggio della linfa.
La Delia è generalmente più aggressiva su piantine franche rispetto a quelle innestate, tuttavia si è osservato che in caso di terreni fortemente infestati risulta molto dannosa anche su Anguria innestata
Come si controlla
Ci sono diversi prodotti utili per il controllo della Delia, di sintesi, di natura microbiologica, ammessi in Integrato e in Biologico. Sono utili sia i trattamenti eseguiti già in fase vivaistica che eventuali applicazioni al terreno, con ala gocciolante. Tuttavia l’obiettivo di questo articolo è quello di evidenziare l’importanza ricoperta dalle Buone Pratiche Agricole: in questo come in altri casi è utile effettuare una corretta lavorazione del terreno ed una buona gestione dei residui colturali.
La gestione dei residui colturali
Uno dei punti critici per la coltivazione di Cucurbitacee precoci in serra è quello della lavorazione del terreno:
- nel caso in cui il terreno sia occupato da Baby Leaf, colture ad alto reddito, si ha poco tempo per lavorare il terreno, perché si aspetta di ottenere una ulteriore raccolta di ortaggi a foglia
- spesso si lavora il terreno in pochissimi giorni, in questo caso interrare i residui verdi della coltura precedente è un grosso rischio, perché attira le mosche che deporranno le uova ancora prima che arrivino le piantine.
- nel periodo di fine febbraio, quando le giornate sono ancora corte e le temperature basse, sia il terreno che i residui colturale tendono a conservare umidità, questo attira la Delia e favorisce lo sviluppo di malattie di origine fungina
Le buone pratiche agricole
Gli accorgimenti che devono essere messi in pratica, la dove si hanno pochi giorni fra la fine del ciclo colturale precedente e il trapianto della coltura primaverile, sono:
- nel caso di abbondante presenza di massa vegetale, per esempio del prodotto non raccolto, è utile trinciare e portare all’esterno della serra i residui vegetali
- se la quantità di materiale vegetale è minima potrà essere sufficiente trinciare il prodotto, per poi disseccarlo con la tecnica del pirodiserbo
- eseguire una prima lavorazione molto superficiale è utile a disseccare i resti di piante ancora verdi. Una volta che questi si siano disidratati si potrà proseguire con le normali lavorazioni
